Thursday, August 04, 2005

 

Canberra la frigida. Forse.

Canberra e' una citta' che sembra un grande paese distribuito a manciate, con un centro ad anelli concentrici, una serie di sobri palazzi che ospitano ambasciate e ministeri di tutti i tipi e un quieto lago azzurro che non fa una piega col resto del paesaggio. Canberra e' un posto serio, vi risiede il Governo con tutte le sue diramazioni. Qui non si scherza.
Le persone sono tutte vestite in giacca e cravatta o tailleurs, il sogno di mia madre, e passeggiano con falcate piuttosto rapide. Sembra abbiano sempre fretta. In realta' all'ora di pranzo, quando vado a prendere la mia amica Annabelle che fa l'avvocato per la sezione educazione e cultura del governo, scopro che i Canberriani sono esseri normali e simpatici: mangiano anche loro e si concedono molte prelibatezze per lo piu' asiatiche, amano scherzare, ridere, fare baccano. Ci sono ristoranti per tutti i gusti e per tutte le tasche: dal sushi bar con la rotaia tipo pista Hot Wheels che corre lungo il tavolo e porta piattini colorati seguendo un circuito ovale piuttosto lungo, (quindi se manchi la portata che hai adocchiato devi aspettare un po' prima di rivederla), al cafe' italiano che fa la pizza e le bruschette, dal Palazzo delle Tagliatelle Orientali (le famose "noodles"), al verduriere che ha 30 tipi diversi di insalata (di riso, indiana, vegetariana, al curry, di pollo,...) da mixare e portar via in una confezione take away di plastica con forchettina annessa. Sono avanti 'sti Australiani, non c'e' dubbio. Rispetto agli zii Inglesi poi, non ne parliamo.

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