Tuesday, August 16, 2005
Riflessioni in Airlie Beach

Che il continente meritasse una visita si poteva immaginare. Che Annabelle meritasse di essere rivista anche. Che potessi sentirmi cosi' affine alle persone e al luogo per certi versi e cosi' in pace per altri, avrei potuto crederlo. Ma che avessi voglia di tornare e scoprire altro sul suo conto ancora prima di ripartire forse no.
L'Australia e' un paese davvero affascinante. Se ci pensate e' gia' bella la parola in se': A-U-S-T-R-A-L-I-A, qualcosa di grande e spazioso. Ci sono panorami di ogni tipo, temperature di ogni tipo, cibi e persone di ogni tipo. Ci sono isole deliziose in cui, camminando per le viuzze, t'imbatti nei wallabies, i piccoli di canguro, come fossero cani o gatti e pavoni e decine di uccelli mai visti ti attraversano la strada.
Ci sono lingue strette di spiaggia che corrono lungo i fianchi delle coste, sabbia bianchissima e color oro, acqua cristallina e blu cobalto, in pratica un elemento e il suo opposto in perfetta convivenza. Sembra proprio questo, l'Australia, il tutto e il nulla, citta' affollatissime e chilometri e chilometri di bush desolato, ricchezza di risorse e aridita' estrema.
Credo di amare questo posto da molto prima di aver visto coi miei
occhi i luoghi immaginati su libri e cartoline. Credo di amare quest'isola perche' c'e' spazio per tutti e per tutto, perche' le persone e la natura riescono a convivere e hanno ancora una dimensione, perche' c'e' il mare tutto intorno e si fa tanto sport, perche' il cielo e' sconfinato e perche' le cose sembrano funzionare.
Credo di amare l'Australia perche' ha tante facce, perche' immergendosi in mare puoi vedere migliaia di pesci e coralli e nuotare con le tartarughe giganti, perche' le persone ti parlano volentieri e ti salutano anche se non le conosci e anche perche' i musei (la maggior parte di essi) sono gratis e bellissimi.
Mettendo insieme il tutto non e' poco.