Tuesday, August 09, 2005

 

Sydney la schizofrenica


Camminando per la city dagli alti palazzoni extralusso dai vetri specchiati si ha l'impressione che ciascuno di essi voglia svettare piu' in alto degli altri. La gara in atto e' per chi si accaparra la posizione migliore, il quadrato di terra piu' centrale, ma soprattutto il maggior numero di piani e metri cubi.
In un posto come questo sembra ovvio che anche le persone chiuse nei grattacieli di cristallo, piccoli grandi mondi di economia, finanza, legge e decisioni importanti, abbiano la stessa attitudine: emergere, stupire, far parte dell'elite vincente. In qualsiasi momento, in orario d'ufficio, e' possibile vedere centinaia di colletti bianchi e donne in tailleur, alcune poco piu' che ragazzine, passare frettolosamente con ventiquattrore a seguito e invadere caffe', centri commerciali, aree verdi. Il paradiso degli impiegati di alto livello.

Ma di sera la city produttiva e pullulante di formichine operose si svuota e i piccoli insetti si trasformano in persone a tutti gli effetti, vestite in jeans e giacche di pelle, stilose, ma molto meno formali. Vanno al cinema, nei pub per farsi una birra o ascoltare un concerto dal vivo e si riversano in zone piu' bohemien come Kings Cross, che la Lonely Planet definisce "malfamate", anche se ho l'impressione che "malfamato" qui, non significhi come per il resto del mondo o quasi un posto dove entri e non sai se e come uscirai. E' decisamente un "malfamato" piu' soft. Tutto e' molto piu' morbido qui. Basta guardare la forma delle montagne per accorgersene. Piu' colline che montagne, in verita'...:)

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